Un sistema integrato di tutela: collaborazione tra sanità, servizi sociali, giustizia e associazioni per affrontare la violenza di genere in modo trasversale.

La violenza di genere e domestica è un fenomeno complesso, con ricadute fisiche, psicologiche e sociali significative. In Italia, la Legge 69/2019 (“Codice Rosso”) ha introdotto percorsi di intervento rapido per la tutela delle vittime, ma il suo successo dipende dalla capacità di creare una rete territoriale integrata che includa sanità, giustizia, servizi sociali e associazioni anti-violenza.
Le persone fragili e disabili sono particolarmente vulnerabili e richiedono protocolli specifici. In questo contesto, il sanitario legale-forense rappresenta un nodo fondamentale di comunicazione e coordinamento.
Rete territoriale integrata
Componenti principali
- Professionisti sanitari e legali-forensi: documentano lesioni, raccolgono prove e assicurano continuità del percorso di tutela.
- Associazioni professionali sanitarie, legali e forensi: sviluppano protocolli, formazione specialistica e scambio di competenze.
- Associazioni anti-violenza di genere: offrono supporto psicologico, legale e sociale, mediazione e reinserimento.
- Servizi sociali e assistenti domiciliari: garantiscono protezione e assistenza per le persone fragili.
Funzioni
La rete multidisciplinare assicura tempestività, continuità e qualità degli interventi, superando la frammentazione tra istituzioni e realtà associative.
Il sanitario legale-forense come nodo di comunicazione
Interfaccia clinico-giuridica
- Traduzione di dati clinici in strumenti giuridici validi;
- Garanzia di solidità probatoria.
Coordinatore tra sistemi
- Collegamento tra ospedali, servizi sociali, centri anti-violenza e magistratura;
- Gestione dei flussi informativi e ottimizzazione dei percorsi di tutela.
Esperto per soggetti fragili
- Adattamento delle valutazioni a persone disabili o fragili;
- Garanzia di protezione efficace e comprensibile.
Facilitazione della rete
- Diffusione di buone pratiche e linee guida;
- Supporto alla formazione interdisciplinare;
- Coordinamento di interventi integrati e centrati sulla vittima.
Associazioni professionali e anti-violenza
- Diffusione di protocolli condivisi;
- Formazione dei professionisti;
- Supporto ai percorsi di tutela;
- Mediazione e reinserimento sociale delle vittime;
- Protezione specifica di persone fragili o disabili.
La collaborazione tra professionisti e associazioni è uno strumento imprescindibile per un modello integrato di protezione.
Formazione e informazione come strumenti di prevenzione
La formazione continua dei professionisti sanitari, legali e sociali rappresenta un pilastro fondamentale nella prevenzione della violenza domestica e di genere. I corsi specialistici, i workshop interdisciplinari e le simulazioni pratiche permettono di:
- Aggiornare il personale su procedure, protocolli e normative in continua evoluzione;
- Migliorare le competenze nella valutazione delle lesioni, gestione delle vittime fragili e raccolta di evidenze medico-legali;
- Favorire il coordinamento tra sanità, giustizia e servizi sociali;
- Sensibilizzare il personale sulla prevenzione primaria e sul riconoscimento precoce dei segnali di violenza;
- Diffondere informazioni verso la popolazione e le comunità locali, aumentando la consapevolezza sui rischi e sugli strumenti di tutela disponibili.
Le associazioni professionali e anti-violenza progettano programmi di formazione, promuovono campagne informative e favoriscono lo scambio di conoscenze tra operatori. In questo modo, formazione e informazione diventano strumenti concreti di prevenzione, riducendo l’incidenza dei reati e rafforzando la protezione delle vittime.
Analisi giuridica
Riferimenti normativi
- Legge 69/2019 (Codice Rosso): percorsi rapidi di tutela, attivazione misure cautelari, coordinamento tra istituzioni.
- Legge 168/2023: reato autonomo di femminicidio, protezione immediata delle vittime.
- Decreto Legge 137/2024: tutela dei professionisti sanitari e legali-forensi.
Decreto Legge 137/2024: tutela dei professionisti sanitari e legali-forensi
- Garante probatorio;
- Interfaccia clinico-giuridica;
- Coordinatore procedurale;
- Tutela dei diritti delle vittime fragili.
Criticità giuridiche
- Disomogeneità territoriale;
- Carente integrazione tra sistemi;
- Responsabilità professionale per errori nella documentazione medico legale;
- Protezione insufficiente dei soggetti fragili.
Il sanitario legale-forense e la rete territoriale sono essenziali per l’effettività delle norme del Codice Rosso, garantendo protezione, prevenzione e responsabilità giuridica.
Innovazione e criticità
Vantaggi: tempestività, multidisciplinarietà, solidità probatoria, inclusione di oggetti vulnerabili. Criticità operative: disomogeneità regionale, carenza di personale, formazione non uniforme, digitalizzazione insufficiente.
Confronto internazionale e prospettive
– Modelli spagnoli e francesi: centri specializzati per documentazione medico-legale e supporto multidisciplinare.
– Paesi nordici: family justice centers centralizzano protezione e servizi.
– Raccomandazioni per l’Italia: protocolli nazionali, formazione interdisciplinare, presenza capillare dei sanitari legali-forensi, integrazione delle associazioni, digitalizzazione dei flussi informativi.
Diagramma operativo-giuridico della rete territoriale

Il diagramma mostra:
- Il sanitario legale-forense come nodo centrale di comunicazione tra sanità, giustizia, servizi sociali e associazioni;
- Flussi di informazioni e responsabilità legali;
- Ruolo delle associazioni professionali nella formazione e protocollo;
- Ruolo delle associazioni anti-violenza nel supporto psicologico, legale e sociale.
L’inserimento del sanitario legale-forense nella rete territoriale del Codice Rosso rappresenta un modello innovativo di tutela multidimensionale, centrato sulla vittima. La formazione e l’informazione, veicolate dalle associazioni professionali e anti-violenza, costituiscono strumenti essenziali di prevenzione primaria e secondaria, riducendo rischi e migliorando la gestione dei casi complessi. Questo modello è replicabile a livello nazionale, con potenziale significativo per migliorare protezione, tempestività e solidità probatoria nei casi di violenza di genere e domestica.
“La rete non è solo sostegno: è conoscenza, è prevenzione, è risoluzione”
Dott.ssa Miriam Smerghetto – Infermiera Legale Forense, Responsabile APSILEF Friuli Venezia Giulia
Bibliografia e normativa
- Legge 19 luglio 2019, n. 69. Gazzetta Ufficiale, 173, 25 luglio 2019.
- Legge 24 novembre 2023, n. 168. Gazzetta Ufficiale, 280, 25 novembre 2023.
- Decreto Legge 1° ottobre 2024, n. 137. Gazzetta Ufficiale, 231, 1° ottobre 2024.
- Gobbie Partners. (2024). Codice Rosso: ultime novità e modifiche. https://www.gobbiepartners.it/le-modifiche-legislative-del-codice-rosso/
- Sistema Penale. (2025). Osservatorio sulla violenza contro le donne n.1 https://www.sistemapenale.it/
- APSILEF. (2024). Violenza di genere: prevenire è possibile, a scuola e nella vita. https://www.apsilef.it/
- D.i.Re – Donne in Rete Contro la Violenza. (2024). Report dati 2024. https://www.direcontrolaviolenza.it/
- ISTAT. (2024). Focus sulla violenza contro le donne in Italia. https://www.istat.it/
- AO Siena & AUSL Toscana Sud Est. (2024). Modello di governance integrata salute di genere e gestione Codice Rosa. https://www.ao-siena.toscana.it/
- Carabinieri. (2024). Dati Codice Rosso 2024: 46.317 reati, 7.928 arresti. https://www.soardistudiolegale.it/