VIOLENZA E/O MOLESTIE AGLI OPERATORI SANITARI DA PARTE DI SOGGETTI “INTERNI” ALLE STRUTTURE SANITARIE: FACCIAMO IL PUNTO

Il testo analizza il problema della violenza e delle molestie subite dai professionisti della salute durante l’attività lavorativa. Questa violenza non si limita ai soli rischi tecnico-assistenziali, ma si estende a diverse forme:
• Violenza Fisica (es. pestaggi, spinte).
• Violenza Psicologica (es. abusi verbali, mobbing, bullismo).
• Molestie (psicologiche, come il discredito o l’isolamento, e sessuali).
📈 Dati e Tendenze
• Secondo i dati statunitensi del Bureau of Labor Statistics (2001), gli operatori ospedalieri hanno un tasso di aggressione non mortale circa quattro volte superiore rispetto ai lavoratori delle industrie private.
• I dati INAIL (2025) riportano che il 61% delle aggressioni e minacce proviene da soggetti esterni (pazienti, utenti, familiari), mentre il restante 39% è dovuto a conflitti tra colleghi (violenza orizzontale) o tra superiori e subordinati (violenza verticale).
• Le forme di violenza più diffuse (da un campione di lavoratori) sono la violenza verbale (56%), il mobbing (53%), e l’abuso di potere (37%).
• Nel quinquennio 2019-2023, l’INAIL ha rilevato quasi 12.000 infortuni dovuti ad aggressione/violenza tra i professionisti sanitari e sociosanitari, con un aumento del 3% nel 2023.
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📜 Interventi e Normative
Nonostante si parli spesso di violenza da soggetti terzi, l’analisi sottolinea la scarsa considerazione della violenza interna (tra colleghi o tra gerarchie), pur essendo le normative applicabili a entrambi i casi.
• Raccomandazione Ministeriale n. 8 (2007): Incoraggia i manager sanitari ad adottare programmi di prevenzione della violenza (tolleranza zero), analizzare i rischi lavorativi (eventi sentinella) e implementare misure logistiche/tecnologiche (es. videosorveglianza, allarmi).
• Convenzione OIL n. 190 (2019) e Legge 4/2021 (Ratifica): Definisce la violenza e le molestie come inaccettabili e una violazione dei diritti umani, imponendo al datore di lavoro misure adeguate per la prevenzione (politiche chiare, gestione dei rischi psicosociali, formazione) e la protezione delle vittime.
• Legge 113/2020: Istituisce l’ONSEPS (Osservatorio Nazionale) e introduce circostanze aggravanti e la procedibilità d’ufficio (Art. 6) per i delitti commessi con violenza/minaccia contro gli operatori sanitari nell’esercizio delle loro funzioni.
• DLgs 31/2024: Estende la procedibilità d’ufficio anche al reato di lesioni personali lievi contro il personale sanitario.
• D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico Sicurezza): Impone al datore di lavoro l’obbligo di valutare tutti i rischi, compresi quelli collegati allo stress lavoro-correlato (la cui valutazione include i conflitti interpersonali e i fattori di contesto/contenuto del lavoro).
• Articolo 2087 Codice Civile: Sancisce l’obbligo del datore di lavoro di adottare tutte le misure idonee a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei lavoratori.
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⚠️ Conclusione
Nonostante l’ampio quadro normativo, gli episodi di violenza e/o molestie “interne” continuano a verificarsi, come dimostrato anche dalla cronaca (es. il caso di Barletta citato). Questo fenomeno, sebbene meno frequente della violenza esterna, è estremamente dannoso sia per la vittima (salute psicofisica, dignità) che per il sistema socio-economico (assenteismo, turnover, riduzione della qualità dei servizi).

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