
Il presente parere critico analizza il piano strategico per l’introduzione della figura dell’Assistente Infermiere (AI) nei servizi sanitari pubblici e privati.
Pur riconoscendo le criticità strutturali del sistema sanitario italiano, in particolare la carenza di personale infermieristico, il documento evidenzia rilevanti criticità clinico-assistenziali, organizzative, normative e deontologiche.
Tali elementi, se non adeguatamente regolamentati, rischiano di compromettere la sicurezza delle cure, la qualità dell’assistenza infermieristica e la sostenibilità del modello assistenziale.
Analisi delle principali criticità
Criticità clinico-assistenziali
Qualità dell’assistenza
La riduzione del tempo dedicato dall’infermiere alla valutazione clinica e al processo decisionale assistenziale può determinare una sottostima dei bisogni complessi del paziente, con conseguente aumento del rischio clinico, degli eventi avversi e della non appropriatezza delle cure.
Frammentazione del percorso di cura
L’assegnazione all’AI di attività standardizzate e a bassa discrezionalità favorisce un modello organizzativo funzionale, in contrasto con i principi di continuità assistenziale, integrazione multiprofessionale e assistenza centrata sulla persona.
Supervisione infermieristica inadeguata
L’introduzione dell’AI comporta un incremento delle responsabilità di supervisione, coordinamento e delega infermieristica, senza una corrispondente previsione di formazione strutturata, tempo dedicato e riconoscimento organizzativo, con potenziale impatto negativo sulla sicurezza delle cure.
Rapporto tra Assistente Infermiere e OSS
La mancata definizione chiara delle relazioni operative e gerarchiche tra AI e Operatore Socio-Sanitario (OSS) può generare sovrapposizioni di ruolo, conflitti di competenza e ambiguità nelle responsabilità. Inoltre, l’assenza di una ridefinizione degli organici minimi in rapporto alla popolazione assistita espone al rischio di una sostituzione di fatto con aggravio di lavoro sul comparto OSS.
Criticità normativo-giuridiche
Responsabilità professionale e delega
In assenza di protocolli nazionali vincolanti sulla delega assistenziale, permane il principio della responsabilità professionale dell’infermiere, con rilevanti implicazioni medico-legali in caso di eventi avversi, anche in relazione alla Legge 24/2017 (Gelli-Bianco). Appare pertanto indispensabile definire con precisione:
- procedure per la gestione di eventi avversi o danni riconducibili all’operato dell’AI;
- standard documentali obbligatori (piani di supervisione, registrazioni, istruzioni scritte).
Disomogeneità regionale e formazione
La gestione regionale dei percorsi formativi e dei criteri di qualificazione dell’Assistente Infermiere rischia di determinare una formazione disomogenea a livello nazionale, con effetti negativi sulla qualità dell’assistenza e sulla mobilità professionale.
Rischio di utilizzo improprio dell’AI
In assenza di linee guida nazionali stringenti e di efficaci sistemi di controllo, sussiste il concreto rischio che l’Assistente Infermiere venga utilizzato come surrogato dell’infermiere, anche in attività non compatibili con il profilo, invocando impropriamente lo “stato di necessità”, con violazione dei principi di competenza e sicurezza delle cure.
Coerenza con la Legge Gelli-Bianco
Emergono criticità in relazione alla piena applicazione dei principi della Legge 24/2017 (Gelli-Bianco), con potenziali ricadute negative sul governo del rischio clinico e sulla responsabilità professionale.
Criticità organizzative, gestionali e deontologiche
Clima organizzativo e identità professionale
L’introduzione dell’AI potrebbe essere percepita dagli infermieri come una minaccia alla propria identità professionale o come un aumento indiretto delle responsabilità, favorendo resistenze al cambiamento e un peggioramento del clima organizzativo.
Vuoti di supervisione
Si potrebbero configurare situazioni operative in cui l’AI agisce senza un infermiere di riferimento chiaramente individuato, con conseguente indebolimento della supervisione e rischio di uso distorto della figura.
Profili Organizzativi: sovraccarico e conflittualità interprofessionale
In assenza di un adeguato incremento degli organici infermieristici, l’introduzione dell’AI rischia di generare un sovraccarico organizzativo per gli infermieri, favorendo conflittualità interprofessionali e un utilizzo improprio della nuova figura come sostituzione dell’infermiere.
Centralità della persona assistita
L’enfasi su compiti standardizzati può ridurre il tempo dedicato alle dimensioni relazionali, educative e di personalizzazione delle cure, compromettendo un modello di assistenza centrato sulla persona.
Assenza di supporto ai supervisori
Il documento non prevede percorsi formativi, riconoscimenti economici o inquadramenti specifici per gli infermieri chiamati a svolgere funzioni di supervisione, guida e coordinamento dell’AI, pur richiedendo competenze avanzate in leadership, change management e delega.
Rischio clinico sistemico
Formazione non uniforme
L’assenza di un quadro normativo nazionale unico e di standard didattici omogenei, unita alle deroghe regionali, può determinare una formazione disomogenea degli Assistenti Infermieristici, con variabilità significativa delle competenze in ingresso.
Riconoscimento e tracciabilità professionale
La qualifica su base regionale o provinciale limita il riconoscimento interregionale. L’assenza di un albo o elenco nazionale unico compromette trasparenza, tracciabilità e mobilità professionale, con ricadute sulla sicurezza dei cittadini.
Considerazioni conclusive
Il piano strategico analizzato non prevede l’allocazione di risorse economiche aggiuntive a supporto delle funzioni cliniche, organizzative e di supervisione attribuite al comparto infermieristico.
In assenza di tali presupposti, l’introduzione dell’Assistente Infermiere rischia di produrre confusione operativa, aumentare il rischio clinico, aggravare il carico di lavoro degli infermieri e indebolire ulteriormente la qualità e la personalizzazione dell’assistenza, senza risolvere le criticità strutturali del sistema sanitario.
Si evidenzia, infine, il concreto rischio di un’ulteriore riduzione del già critico rapporto infermieri/popolazione, come documentato dai report OCSE Health at a Glance: Europe (2024–2025), con potenziali ripercussioni negative sull’equità e sulla sicurezza delle cure.
Dott. Luigi Cristiano Calò – Infermiere Legale Forense Comitato Scientifico APSILEF