E il naufragar NON m’è dolce in questo mare

L’Infinito è una delle poesie più famose di Giacomo Leopardi (1798-1837), oltre ad essere una lirica dei Canti, composte tra il 1818 e il 1819.

Per descrivere la situazione in cui versa l’infermieristica legale e forense potremmo rivisitare la sua ultima frase “Naufragar m’è dolce in questo mare”, in “Naufragar NON m’è dolce in questo mare”, un ossimoro quest’ultimo che restituisce magistralmente al professionista quel clima di incertezza in cui si verte.

Nella “nobile versione”, il naufragare nel mare è una metafora dello smarrimento; lo stesso smarrimento che pervade coloro che vedono venir meno il riconoscimento di competenze specifiche acquisite da una decisione oltre che arbitraria palesemente errata.

Come un uomo può ritrovarsi alla deriva del mare, lo stesso può avvenire se ci perde nei meandri del pensiero FNOPI, a tratti “agitato” e “burrascoso”.

L’immobilismo e soprattutto l’assenza di risposte agli interrogativi posti da una intera collettività di professionisti non permettono di intravedere un “approdo” sicuro su cui far rotta.

L’assordante silenzio dietro il quale si cela la FNOPI non può in nessun modo

……………——-.“render dolce” questo “naufragar”………………..

Francesco Paolucci, Ufficio Stampa APSILEF

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