Cooperative sanitarie: gli standard da rispettare per una sanità di qualità e il caso San Raffaele

L’articolo analizza il dibattito sull’utilizzo delle cooperative nel settore sanitario, tornato d’attualità in seguito alle recenti ispezioni presso il Policlinico San Raffaele di Milano. Sebbene l’esternalizzazione del personale non sia vietata, la normativa impone limiti rigorosi per proteggere la salute pubblica.

Il Quadro Normativo (DM 70/2015)
L’impiego di personale tramite cooperative è regolato da tre criteri vincolanti, fondamentali per non incorrere in violazioni sanzionabili:

Sicurezza: Il ricorso all’esterno non deve mai abbassare gli standard di sicurezza delle cure.

Reparti Critici: È vietato sostituire il personale strutturato (dipendente) con personale di cooperativa nelle aree ospedaliere ad alta criticità.

Continuità Clinica: Deve essere garantita la stabilità del rapporto medico-paziente e la coerenza dei percorsi terapeutici.

Il Caso San Raffaele
Il Policlinico è oggetto di attenzione per aver utilizzato personale esterno in ambiti potenzialmente critici. Il rischio evidenziato è che l’impiego di figure non strutturate in servizi essenziali possa avvenire senza le garanzie necessarie, creando disparità tra i lavoratori e compromettendo la qualità dell’assistenza.

Conclusioni
La gestione delle risorse umane in sanità non è solo una scelta economica, ma una responsabilità clinica. Per garantire una sanità di qualità, è indispensabile che la normativa venga applicata con rigore, evitando che logiche di appalto erodano i diritti dei lavoratori e, soprattutto, la sicurezza dei pazienti.

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PREVENZIONE DELLA VIOLENZA NEI PRONTO SOCCORSO: APPROCCIO INTEGRATO, AI E INNOVAZIONE DIGITALE CON QR CODE

La violenza nei confronti degli operatori sanitari nei Pronto Soccorso italiani è un fenomeno in crescita, che riflette una crisi sistemica più ampia. Questo editoriale propone una lettura integrata dei determinanti organizzativi e psicosociali che alimentano il rischio aggressioni, analizzandone le ricadute sulla salute organizzativa e proponendo soluzioni strutturali e innovative. Tra queste, l’uso del QR code come strumento di comunicazione, prevenzione e raccolta dati, nel rispetto della normativa sulla privacy. L’obiettivo è superare l’approccio emergenziale e promuovere una strategia multidimensionale e sostenibile.

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VIOLENZA E/O MOLESTIE AGLI OPERATORI SANITARI DA PARTE DI SOGGETTI “INTERNI” ALLE STRUTTURE SANITARIE: FACCIAMO IL PUNTO

Il testo analizza il problema della violenza e delle molestie subite dai professionisti della salute durante l’attività lavorativa. Questa violenza non si limita ai soli rischi tecnico-assistenziali, ma si estende a diverse forme:
• Violenza Fisica (es. pestaggi, spinte).
• Violenza Psicologica (es. abusi verbali, mobbing, bullismo).
• Molestie (psicologiche, come il discredito o l’isolamento, e sessuali).
📈 Dati e Tendenze
• Secondo i dati statunitensi del Bureau of Labor Statistics (2001), gli operatori ospedalieri hanno un tasso di aggressione non mortale circa quattro volte superiore rispetto ai lavoratori delle industrie private.
• I dati INAIL (2025) riportano che il 61% delle aggressioni e minacce proviene da soggetti esterni (pazienti, utenti, familiari), mentre il restante 39% è dovuto a conflitti tra colleghi (violenza orizzontale) o tra superiori e subordinati (violenza verticale).
• Le forme di violenza più diffuse (da un campione di lavoratori) sono la violenza verbale (56%), il mobbing (53%), e l’abuso di potere (37%).
• Nel quinquennio 2019-2023, l’INAIL ha rilevato quasi 12.000 infortuni dovuti ad aggressione/violenza tra i professionisti sanitari e sociosanitari, con un aumento del 3% nel 2023.
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📜 Interventi e Normative
Nonostante si parli spesso di violenza da soggetti terzi, l’analisi sottolinea la scarsa considerazione della violenza interna (tra colleghi o tra gerarchie), pur essendo le normative applicabili a entrambi i casi.
• Raccomandazione Ministeriale n. 8 (2007): Incoraggia i manager sanitari ad adottare programmi di prevenzione della violenza (tolleranza zero), analizzare i rischi lavorativi (eventi sentinella) e implementare misure logistiche/tecnologiche (es. videosorveglianza, allarmi).
• Convenzione OIL n. 190 (2019) e Legge 4/2021 (Ratifica): Definisce la violenza e le molestie come inaccettabili e una violazione dei diritti umani, imponendo al datore di lavoro misure adeguate per la prevenzione (politiche chiare, gestione dei rischi psicosociali, formazione) e la protezione delle vittime.
• Legge 113/2020: Istituisce l’ONSEPS (Osservatorio Nazionale) e introduce circostanze aggravanti e la procedibilità d’ufficio (Art. 6) per i delitti commessi con violenza/minaccia contro gli operatori sanitari nell’esercizio delle loro funzioni.
• DLgs 31/2024: Estende la procedibilità d’ufficio anche al reato di lesioni personali lievi contro il personale sanitario.
• D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico Sicurezza): Impone al datore di lavoro l’obbligo di valutare tutti i rischi, compresi quelli collegati allo stress lavoro-correlato (la cui valutazione include i conflitti interpersonali e i fattori di contesto/contenuto del lavoro).
• Articolo 2087 Codice Civile: Sancisce l’obbligo del datore di lavoro di adottare tutte le misure idonee a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei lavoratori.
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⚠️ Conclusione
Nonostante l’ampio quadro normativo, gli episodi di violenza e/o molestie “interne” continuano a verificarsi, come dimostrato anche dalla cronaca (es. il caso di Barletta citato). Questo fenomeno, sebbene meno frequente della violenza esterna, è estremamente dannoso sia per la vittima (salute psicofisica, dignità) che per il sistema socio-economico (assenteismo, turnover, riduzione della qualità dei servizi).

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