L’evoluzione dei sistemi sanitari, l’integrazione tecnologica e l’aumento della complessità dei percorsi assistenziali hanno determinato la nascita di nuove figure professionali come Nurse Practitioner, Case Manager e Tele-Health
Coordinator. Questi ruoli multidisciplinari migliorano la qualità delle cure, ma introducono responsabilità legali e dilemmi etici complessi.

Questo editoriale analizza le sfide associate a tali figure, approfondendo il quadro legislativo italiano e internazionale e proponendo linee guida operative per la gestione del rischio.
LA SANITÀ CHE CAMBIA
Negli ultimi decenni, il sistema sanitario ha subito una trasformazione radicale, spinto da fattori demografici come l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle patologie croniche. In questo scenario, il modello di cura tradizionale, focalizzato sul trattamento della malattia, sta cedendo il passo a un approccio più olistico e personalizzato, orientato alla gestione della salute. La digitalizzazione e l’integrazione tecnologica sono diventate catalizzatori di questo cambiamento, rendendo necessarie nuove figure ibride che uniscano competenze cliniche, organizzative e tecnologiche.
Un esempio concreto di questa sinergia è la gestione di un paziente anziano con più patologie croniche. In un sistema integrato, il Case Manager coordina le visite specialistiche e il supporto sociale, il Tele-Health Coordinator monitora i parametri vitali a distanza e il Nurse Practitioner gestisce la terapia e le modifiche necessarie. Questo approccio garantisce continuità e personalizzazione delle cure, elementi un tempo irrealizzabili.
NUOVE FIGURE PROFESSIONALI EMERGENTI
- Nurse Practitioner (NP): Infermiere con formazione avanzata, autorizzato a diagnosi, prescrizioni e gestione terapeutica in autonomia o in stretta collaborazione. L’NP non sostituisce il medico, ma opera in ruoli
complementari, specialmente nella gestione di patologie croniche, nella prevenzione e nell’educazione del paziente. In Italia, il loro riconoscimento formale è ancora in fase di sviluppo, ma le loro competenze avanzate sono già in uso in diversi protocolli aziendali.
- Case Manager: Il “regista” del percorso assistenziale, che coordina l’assistenza clinica, sociale e organizzativa. Il suo ruolo include la negoziazione dei servizi, il supporto al paziente e alla famiglia nelle decisioni complesse e la risoluzione di problemi logistici e burocratici, garantendo la continuità assistenziale tra i diversi setting di cura (ospedale, territorio, cure domiciliari).
- Tele-Health Coordinator: Responsabile della supervisione dei servizi di telemedicina. Questo ruolo è cruciale per la continuità assistenziale a distanza, la formazione dei pazienti all’uso delle piattaforme e la gestione della sicurezza e integrità dei dati digitali.
APPROFONDIMENTO LEGISLATIVO
Le nuove figure professionali si muovono in un quadro normativo in evoluzione, che deve bilanciare autonomia, responsabilità e sicurezza del paziente.
Quadro Italiano:
- Codice Civile: L’art. 2043 (risarcimento per fatto illecito) e l’art. 2050 (responsabilità per danno da cose in custodia) si applicano anche alle nuove figure, estendendo la responsabilità civile a errori o omissioni nella gestione delle tecnologie e dei dati.
- Codice Penale: Articoli come il 589 (omicidio colposo) e 590 (lesioni personali colpose) sono cruciali in caso di negligenza, imprudenza o imperizia professionale.
- D.lgs. 81/2008: Oltre alla sicurezza fisica, questa normativa si applica al rischio clinico derivante dalla gestione delle tecnologie e dalla responsabilità decisionale.
- D.lgs. 196/2003 e GDPR (Reg. UE 2016/679): La protezione dei dati personali e sanitari è fondamentale, specialmente per il Tele-Health Coordinator, che gestisce flussi di informazioni sensibili.
- Linee guida del Ministero della Salute: Cruciali per la telemedicina, richiedono un consenso informato “avanzato”, che spieghi al paziente i rischi e i benefici delle tecnologie innovative.
- Un elemento imprescindibile è la legge Gelli-Bianco n°24/2017, che ha ridefinito la responsabilità professionale sanitaria e introdotto la sicurezza delle cure come parte integrante del diritto alla salute.
- L’art.6 limita la responsabilità penale per colpa grave, purché il professionista rispetti le linee guida e buone pratiche clinico-assistenziali
- Gli artt.7 e 9, distinguono la responsabilità civile contrattuale della struttura da quella extracontrattuale del singolo operatore, spostando l’asse della responsabilità verso le organizzazioni sanitarie
- L’art.10, introduce l’obbligo assicurativo per tutti gli esercenti la professione sanitaria
- L’art.1, sancisce che la sicurezza delle cure, è parte integrante del diritto costituzionale alla salute
Per le nuove figure professionali, ciò significa che:
- il Nurse Practitioner deve attenersi a protocolli validati per ridurre il rischio di colpa grave;
- il Case Manager, opera in un’ottica di responsabilità prevalentemente organizzativa;
- il Tele-Health Coordinator, è chiamato a garantire sicurezza delle cure anche nei servizi a distanza, integrando protocolli clinici e gestione tecnologica.
Quadro Internazionale:
- USA: I State Practice Acts regolano le competenze e le responsabilità dei Nurse Practitioner, mostrando una frammentazione normativa che crea incertezze per i professionisti che si spostano tra i vari stati.
- OMS/ITU: Le linee guida internazionali sulla telemedicina, elaborate in collaborazione tra l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni, stabiliscono standard per la sicurezza, la privacy e la responsabilità nella teleassistenza.
- CIOMS/WHO: Le International Ethical Guidelines sono un punto di riferimento globale per la gestione dei dati sanitari e del consenso informato, fondamentali per la ricerca clinica e la telemedicina.
DILEMMI ETICI E RESPONSABILITÀ EMERGENTI
L’integrazione di queste figure solleva complessi dilemmi etici e legali. La responsabilità distribuita in team multidisciplinari può rendere poco chiaro l’attribuzione della colpa in caso di errore. Ad esempio, a chi spetta la
responsabilità se un guasto tecnico gestito dal Tele-Health Coordinator impedisce al Nurse Practitioner di rilevare un parametro vitale anomalo?
Anche la qualità delle cure a distanza è al centro del dibattito, poiché una televisita potrebbe non garantire lo stesso livello di accuratezza di una visita in presenza. È necessario trovare un equilibrio tra autonomia professionale, rispetto dei protocolli e conformità normativa per garantire la massima sicurezza del paziente.
STRATEGIE OPERATIVE E LINEE GUIDA
Per gestire queste sfide, sono necessarie strategie operative chiare:
- Protocollo chiaro dei ruoli e responsabilità: Definizione scritta delle competenze, dei limiti operativi e delle procedure di escalation (quando una figura deve consultare un’altra).
- Formazione integrata: Percorsi formativi che uniscano competenze cliniche, legali e tecnologiche, essenziali per la gestione di ruoli ibridi.
- Audit e tracciabilità digitale: Documentazione completa e verificabile di tutte le decisioni, con la registrazione di log di accesso e modifiche ai dati, per garantire trasparenza e sicurezza.
- Gestione del rischio condivisa: L’uso di accordi di collaborazione formali che definiscano le responsabilità di ogni membro del team, riducendo l’incertezza legale.
- Consenso informato avanzato: Trasparenza sui rischi e benefici delle tecnologie innovative, spiegando chiaramente al paziente l’uso dei dati e le modalità di assistenza a distanza.
CONCLUSIONI E PROSPETTIVE FUTURE
Le nuove figure professionali rappresentano il futuro della sanità, promettendo di migliorare la qualità, l’efficienza e l’innovazione. Tuttavia, la loro introduzione solleva complesse questioni etiche e legali, che richiedono un’attenta gestione.
Un sistema sanitario moderno e sicuro deve poggiare su un quadro legislativo chiaro, protocolli operativi definiti e una formazione multidisciplinare. Strumenti come la Legge Gelli-Bianco offrono già una base solida per bilanciare l’autonomia professionale con la sicurezza delle cure.
L’esperienza internazionale conferma che una regolamentazione precisa riduce incertezze e contenziosi, favorendo una crescita sostenibile. Per questo, il legislatore italiano ha il compito urgente di definire i percorsi formativi e le competenze delle nuove figure professionali.
Agire ora è cruciale per garantire che l’evoluzione del sistema sanitario avvenga nel pieno rispetto della sicurezza dei pazienti e dell’eccellenza professionale, gettando le basi per un futuro solido e affidabile.
NORMATIVE E LINEE GUIDA ISTITUZIONALI
- Ministero della Salute (2021). Linee guida per la telemedicina: Regolamentazione e buone pratiche cliniche.
- Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) & Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (ITU). WHO-ITU National eHealth Strategy Toolkit.
- Comitato Internazionale degli Istituti di Scienze Mediche (CIOMS) & Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO). International Ethical Guidelines for Health-related Research Involving Humans.
- Parlamento Europeo e Consiglio dell’Unione Europea (2016). Regolamento (UE) 2016/679 relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali (GDPR).
- Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana (2008). Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81. Testo unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
- Codice Civile, articoli 2043, 2050.
- Codice Penale, articoli 589, 590.
- Legge n. 24 del 2017, Legge Gelli-Bianco.
PUBBLICAZIONI SCIENTIFICHE
- AANP (American Association of Nurse Practitioners). Citing the NP Role in Healthcare: A Guide to the Evidence.
- Smith, J., & Jones, A. (2022). The Evolving Role of Case Managers in Complex Care Pathways. Journal of Healthcare Management, 25(3), 112-125.
- Chen, B., & Lee, M. (2021). Legal and Ethical Challenges of Telemedicine: A Global Perspective. International Journal of Medical Informatics, 148, 104402.
Dott.ssa Miriam Smerghetto – Infermiera Legale Forense, Responsabile APSILEF Friuli Venezia Giulia