………RITORNO AL FUTURO …….

Italia 25 ottobre 2018, 33 anni dopo chissà cosa penserebbe Marty McFly il protagonista di “ritorno al futuro”….della professione infermieristica.
Rimarrebbe sicuramente sorpreso dell’evoluzione normativa avuta (epocale essersi gettati alle spalle la dicitura di professione ausiliaria sanitaria), ma sicuramente non potrebbe non evidenziare le “missed opportunities” (termini che ormai vanno di moda) che non siamo stati in grado di cogliere a nostro favore per rilanciare culturalmente e socialmente il nostro ruolo.
Occasioni perse, che se colte avrebbero “smosso” quella “base” che cerca disperatamente di emergere da una “staticità” ormai divenuta asfissiante.
Essere autonomi, titolari di competenze specifiche di cui essere responsabili sembra essere agli occhi di molti una “utopia” più che una realtà.
La mia paura è che si continui a rincorrere un “mito” che in cuor nostro speriamo di poter raggiungere prima che la sua spasmodica ricerca corroda l’entusiasmo e la “voglia”.
Non possedendo una “DeLorean” e non potendoci rivolgere ad un “Doc” che possa riportarci indietro nel tempo, possiamo solo rimboccarci le maniche e riprogettare la nostra professione.
Ripensarla dalle basi sarebbe la risposta che molti vorrebbero (vedendo quasi una spinta rivoluzionaria), ma fermiamoci a pensare per un solo attimo che ciò avvenga “dai vertici” con l’augurio che non venga per questo considerato un “turpiloquio” o peggio un attentato all’ordine costituito (meritevole di procedimenti disciplinari).
L’unica cosa certa è che rimanere cristallizzati nello stato attuale non ci permetterà di evolvere,  ansi vi è la possibilità (neanche troppo remota) di essere travolti dagli eventi e “superati” (se non doppiati) dalle altre professioni sanitarie.

Francesco Paolucci. Ufficio Stampa Apsilef

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