NULLA E’ IMPOSSIBILE, L’IMPORTANTE E’ CREDERCI!

Ora che la FNOPI abbia coinvolto nella stesura e revisione del nuovo Codice molte associazioni della società civile non può che essere un punto di forza, ma tutto ciò si rende vano se non vi è un pieno coinvolgimento dell’intera Comunità Professionale (poiché non dimentichiamo che non devono essere gli altri ad indicarci chi siamo, ma bensì dovremmo essere Noi stessi).
La posizione dell’OPI di Pisa sul nuovo Codice in tal senso, risulta emblematica e fortemente indicativa “del clima” in cui si è proceduto alla revisione del nuovo Codice.
Ritengo, che al netto delle divergenze (che in maniera naturale all’interno di una numerosa comunità di professionisti come è quella degli infermieri, possono esserci) siano almeno doveroso tracciare una rotta comune e condividerne i punti “fermi” (criteri non negoziabili) che delineano i tratti identitari e distintivi che si vuole attribuire all’infermiere negli anni avvenire.
Invece no, si perseguono ancora vecchie logiche e dinamiche autoreferenziali.
Il vecchio detto “Il fine non giustifica i mezzi” penso debba essere ancora valido; a maggior ragione quando i “mezzi” utilizzati escludano un dibattito serio e costruttivo tra le “anime” (anche quelle più critiche e a Loro dire sovversive) che compongono la comunità professionale.
L’idea che il Codice debba essere “calato dall’alto” ed interiorizzato come “atto di fede” lo vedo in una professione intellettuale come la nostra alquanto di difficile attuazione; il Codice Deontologico deve essere sentito “proprio” dal professionista e deve essere la “base morale” sul quale costruire il processo di valutazione e scelta delle Azioni (e non dei gesti) infermieristiche.
Il vero rischio in cui si incorre è quello che la Sua mancata interiorizzazione travalichi in una “autonoma interpretazione”.
Se non comprendiamo tutto ciò non restiamo fedeli al significato etimologico della “Deontologia”; ossia quello di fornire un insieme di regole che disciplinano la Professione che di certo non possono essere regole di propria istituzione o di personale interpretazione.

Francesco Paolucci, Ufficio Stampa APSILEF.

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