La FNOPI perde tempo, ma non il vizio. Straordinario evento infermieristico a Roma il 5 luglio: si aprirà breccia spazio-temporale. In allarme la Capitale

Ogni tanto parlare di futuro, di tecnologia, di applicazioni che aiuteranno la vita di qui a qualche anno, non può che rivelarsi positivo per la mente: ci acquieterà innanzitutto l’incessante sforzo sovrumano di correre di qua e di là, come leoni in gabbia, sempre a capo chino e mai rilassati, nel quotidiano vivere. In un prossimo futuro si potrà veramente pensare ad un settore in cui il pensiero sarà trasformato repentinamente in un atto, in un agito già programmato. Si riveleranno, quindi, sempre più vicini e connessi il pensare e l’agire. Ma aggiungerei anche l’opportunità di ritornare indietro nel tempo e modificare il corso del destino, di ciò che accadde realmente.
Ricordiamo infatti, a proposito, a quante volte la cinematografia ci ha illustrato fantasiosamente, ma poi insegnato via via che l’impossibile, la trovata futuristica, è stata veramente inventata e applicata. Pensiamo a Star Trek con il teletrasporto; a Superman che volando al contrario nella stratosfera, riuscì a modificare il senso della rotazione terrestre per tornare indietro nel tempo e salvare la sua amica; a Doctor Who; a Star Wars in cui i Jedi con la forza del pensiero combattevano standosene comodamente in panciolle.
Se per tanti campi potrebbe sembrare ormai molto più che contemporaneo, esiste un ambito in cui la fantascienza e l’innovazione è all’ordine del giorno. Un settore in cui da molti mesi a questa parte sono già insite molteplici manifestazioni fantascientifiche, cioè quello infermieristico.
Sarà l’evento dell’anno e dell’estate 2019, quello che si terrà a Roma il 5 luglio prossimo.
La FNOPI ha mobilitato come sempre accuratamente con virtù propagandistiche tutti i vertici come sempre; ha avvisato gli interessati, come sempre; ha coivolto gli OPI, come sempre; ha divulgato proprie necessarie disposizioni, come sempre; ha in ultimo, non per la minor importanza, convocato la rappresentanza degli infermieri legittimati a dar voce in capitolo, come sempre. E zitti voi, maligni, per il sol pensare, che l’oggetto del contendere sarà, come sempre, un argomento al di là del reale fabbisogno della professione.
La stagione della caccia non è ancora aperta, ma la volontà venatoria di screditare chi ha lottato mettendo onestamente in campo le stesse armi “vendute” dalla Federazione (Master Legali Forensi) è, come sempre, abbracciata dai vertici infermieristici. Infatti l’argomento nobile, anche se di gran lunga ritardatario sull’architettura progettuale, arriva da una breccia spazio-temporale, tornando indietro fantasticamente, ma non per correggere la geniale trovata della Magistrale (unica via del sapere peritale e consulenziale), ma per cercare di ottenere uno “zerbinaggio” (atteggiamento di umiliante sottomissione alla volontà altrui) da chi già si è sforzato in solitudine (anche dalla Consulta), come APSILEF, di rafforzare un valore di specialistica trasversale che sta crescendo nella professione: gli infermieri legali forensi. Infatti si parlerà implicitamente di “specchietti per allodole”.
A tal proposito, sono stati richiamati (spero non con tirata d’orecchi) gli OPI, forse bacchettandoli, come lo scorso anno, in quanto se non avevano percepito di non essere stati presenti ai lavori per l’accordo con il Consiglio Superiore della Magistratura e il Consiglio Nazionale Forense, era solo una questione di organico decadimento cognitivo, e sviluppo di una forma di “Alzheimer professionale collettivo”. Infatti loro c’erano ma non si vedevano, ma c’erano e non lo percepivano, neanche una singola insulsa sensazione tattile, lanciando un accorato assenso mentale fluttuante attraverso l’etere, come quello percepito da alcuni OPI all’alba dell’approvazione unanime del Codice Deontologico. Unanimità reale, virtuale, percepita. Un bailamme di fantascientifiche approvazioni autarchiche e solitarie.
Un’ultima cosa non fantascientifica, ma reale. Nel programma è indicato: “Ad oggi non risulta che a livello provinciale ci sia stata una puntuale e diffusa attività volta a declinare lo stesso protocollo nella realtà locale”. Si in effetti il caschetto di teletrasporto mentale non erano riusciti a collegarlo ancora ai Presidenti dei Tribunali ed ai Procuratori della Repubblica delle Commissioni, i quali hanno pensato di loro spontanea volontà giuridica di accogliere nell’Albo di CTU e Periti numerosi infermieri legali forensi, associati APSILEF, senza la Magistrale ma con provata esperienza tecnica.
Si attende tirata d’orecchi anche a costoro?
Realtà, fantascienza.
Sarà un luglio caldo!

Infermiere Legale Forense
Ufficio Stampa APSILEF
Giovanni Trianni

 

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