“Habemus l’Infermiere di Parrocchia”

Il caldo sembra giocare brutti scherzi alla professione…..apprendiamo con stupore la creazione di una  nuova figura…. “l’Infermiere di Parrocchia”.

La sua creazione ci ha lasciato tutti di stucco. ..eppure non ci sembra che fosse stato convocato un conclave….eppure l’annuncio solenne ” habemus ” è stato diffuso ad “urbi et orbi”.
Cosa dire ….. esterefatto!!!!!.

“Cari colleghi”… ormai siamo talmente tanto disperati che si ricorre al sacro.
Con difficolta’ ravvedo nell’iniziativa particolari competenze avanzate che l’infermiere possa vantare per perseguire le finalità espresse dal progetto….gli emarginati dalla rete del SSN non si trovano solo in parrocchia (basta farsi un giro alla stazione Termini di Roma o alla  stazione Centrale di Milano); inoltre si rischia di interferire con l’attività dei Servizi Sociali,  loro sì deputati ad evidenziare e segnalare agli organi deputati i disagi socio-sanitari sul territorio. 
Penso si confonda il piano delle competenze infermieristiche con stereotipi di tipo missionario/salvifici che aleggiano sulla nostra professione.
In un momento di fermento e lotta per il riconoscimento delle competenze e ruolo sociale ecco che si vuole riportare l’Infermiere ad un ruolo ancellare di fine ottocento (siamo al ridicolo).
L’infermiere di famiglia neanche nato si vede soppiantare da una figura che ne supera di gran lunga le “potenzialità”.
Il concetto di prossimità delle cure non mi vede contrario (trovo del razionale nella figura dell’Infermiere di Famiglia alla stregua del medico di famiglia), ma la volontà di sopperire alla carenza sicio-sanitaria sul territorio con queste iniziative mi vede fortemente contrario.
Lascierei tali attività all’associazionismo volontaristico e pretenderei  che il SSN persegua i suoi dettami costituzionali e non trovi scorciatoie a buon prezzo (o gratuite).
In tal senso trovo singolare che tali iniziative non trovino spazio in sedute consultive degli OPI che le promuovono e che se ne debba prendere informativa da altri organismi (CEI).

Continuiamo a non ascoltare il disagio che i Professionisti Infermieri percepiscono, si nega il demansionamento (anzi si tace visto il silenzio della FNOPI) ed ora si deleggittima il ruolo della professione agli occhi  della società..a quando il colpo di grazia.
Non vi è contrapposizione a priori,  ostilità ….ma semplice coerenza e direi buon senso tra quello che si annuncia nei  proclami e le iniziative che si mettono in campo.
Singolare che tale attività non preveda l’impiego di un medico di parrocchia……lascio a voi il motivo..

Francesco Paolucci,  Ufficio Stampa APSILEF.

 

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