Categoria: eventi

Il messaggio del ministro della Salute Giulia Grillo in occasione dell’otto marzo

“Oggi il mio pensiero va a tutte le donne che ogni giorno tengono in piedi il nostro Servizio sanitario nazionale”..

Questo è il messaggio del Ministro della Salute G.Grillo a tutte le donne che “tengono in piedi” il SSN.
Ci uniamo in maniera accorata a questo augurio e lo rilanciamo con forza….poiché la vera parità non sia solo uno “slogan” per l’8 marzo, ma sia senso comune e valore acquisito.
La vera parità non è nelle parole o peggio nella garanzia delle “quote”, ma è nell’equita’ di trattamento e possibilità di accesso.
Infatti avere le stesse possibilità ed opportunità (al di là del sesso, religione, credo politico o convinzione individuale..) pone l’individuo dinnanzi alla vera libertà; la libertà di essere quello che si vuole attraverso impegno ed il sacrificio.
Auguri a tutte le donne!!!!
Ufficio Stampa APSILEF.

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“Commettere errori è umano, ma perseverare (nell’errore) è diabolico”!

La locuzione latina errare humanum est, perseverare autem diabolicum tradotta letteralmente significa “commettere errori è umano, ma perseverare (nell’errore) è diabolico”.

La frase è entrata nel linguaggio comune, come aforisma con il quale si cerca di attenuare una colpa, un errore, purché sporadico e non ripetuto.

Sicuramente si tratterà di un errore ma nella missiva inviata al Ministro della Salute On. Giulia Grillo dall’oggetto “Infermieri fantasma” vedo qualcosa di diabolico.

Al fine di una disamina accurata di quanto redatto chiamo a raccolta tutte le menti eccelse della professione infermieristica al fine di evitare giudizi additabili come “turpiloquio” o “lesivi del decoro”.

Nella missiva si evidenzia una situazione che definirla “fantasma” sarebbe un eufemismo; mi sembra sotto gli occhi di tutto che il ricorrere a tipologie di contratti “atipici ” da parte delle aziende sanitarie sia ormai una prassi consolidata e fortemente raccomandata.

Oltre a considerare gli stessi Dirigenti Infermieristici come “Dirigenti sanitari non medici” la cosa che più mi lascia basito è il passaggio ….”….Accade così che un medico, la cui specialità è riconosciuta e tutelata, non possa affidare i suoi pazienti nel momento dell’assistenza a infermieri esperti dei percorsi più adatti ai bisogni di quel paziente specifico.

Se non accade addirittura che gli infermieri – colpevole la carenza di personale legata al blocco del turn over – siano demansionati e vengano affidate loro funzioni proprie di altre figure professionali anche non laureate, senza nulla riconoscere dei loro percorsi di studio…”; affermazione quest’ultima che avvalora il nostro ruolo professionale (così come per le altre professioni sanitarie) non paritetico (ma bensì corollario) a quello medico nel processo di cura.

Di fatto si riconosce che vi siano realtà sanitarie sul territorio nazionale in cui venga praticato e reiterato il demansionamento (che ricordo la “Legge” e non il filosofico pensiero pone fuori dalla sfera del diritto).

Quindi stiamo in maniera palese affermando al Ministro della Salute che il nostro ruolo professionale (che ricordo essere titolare di autonomia) vede “affidarsi” (badi bene solo ad infermieri “esperti” e non in possesso di competenze specialistiche abilitanti) pazienti dalla figura medica nel momento dell’assistenza; che però in talune condizioni non può espletare a pieno tale funzione perché chiamata ad eseguire attività proprie di altre figure non laureate (che specifico non sono da annoverare tra le professioni sanitarie).

Francesco Paolucci, Ufficio Stampa APSILEF.

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Consenso Informato: pillola di corso ECM

Il secondo congresso Apsilef ha affrontato varie tematiche, tutte di notevole importanza per le professioni sanitarie. Una di queste riguarda il Consenso Informato, ambito aggiornato recentemente con la Legge 219/2017.

Il consulente Legale Apsilef dott. Fabio Prudenzano, con il suo intervento ha chiarito molti dubbi e approfondito molti concetti legati a tale argomento.

Forniamo di seguito alcuni di questi concetti che saranno parte integrante del prossimo corso FAD Apsilef.

Obiettivi formativi

Il Corso si prefigge di perseguire i seguenti obiettivi formativi:

1) approfondimenti sull’origine del cd. “consenso informato”;

2) approfondimenti dei casi giudiziari connessi al “consenso informato”;

3) evoluzione del “consenso informato” e Legge 219/2017;

4) approfondimenti sugli attuali dispositivi normativi e connessi orientamenti giurisprudenziali;

5) approfondimenti sulle norme che regolano l’esercizio del consenso informato, le sue forme, le modalità di acquisizione nei vari contesti ed i casi obbligatori espressamente previsti dalla legge;

6) approfondimenti utili sulle norme che regolano l’esercizio del consenso informato in caso di minori e incapaci;

7) considerazione su modelli operativi condivisibili tra tutte le professioni sanitarie.

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Prima vennero… 

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare“.
E’ in origine un sermone del pastore Martin Niemöller sull’inattività degli intellettuali tedeschi in seguito all’ascesa al potere dei nazistie delle purghe dei loro obiettivi scelti, gruppo dopo gruppo. La poesia è ben conosciuta e frequentemente citata, ed è un modello popolare per descrivere i pericoli dell’apatia politica, e come essa alle volte inizi con un odio teso ad impaurire obiettivi e di come alle volte vada fuori controllo.
Quanto citato vuole essere un monito alle nuove generazioni di riflessione e rivendicazione del proprio ruolo sociale ed autonomia professionale.
Il difendere una posizione o legittimamente esporre il proprio dissenso NON deve essere in nessun modo additato come sovversivo o soggetto ad intimidazioni più o meno celate.
Risulta a noi palese che una categoria di professionisti, nello specifico quella legale e forense alla luce dell’accordo FNOPI-CNF-CSM,  essere stato  penalizzato  nell’esercizio di quella professione che cerca faticosamente di rendersi autonoma e specialista (si badi ,alla stregua delle altre professioni) senza favoritismi o peggio vittimismi.
I colti parlerebbero di “parto distocico” della professione, personalmente ritengo che l’essere considerati ancora “immaturi” professionalmente sia il vero “turpiloquio” che andrebbe ammonito e contrastato.
La modalità discriminatoria posta in essere di fatto dall’accordo FNOPI-CNF-CSM ricorda molto quel “prima di tutto vennero a prendere gli “…..infermieri specialisti legali e forensi; per poi estendere il medesimo trattamento ad altri (che al momento stanno zitti).
Ora il concetto chiave che critico aspramente è che si continua a non creare e di fatto riconoscere (in primis al nostro interno) le competenze specialistiche, (che badi bene non devono essere di sola natura tecnicistica).
L’acquisizione di specifiche competenze (di cui si deve essere titolari  in via esclusiva) ormai è una necessità inderogabile; il voler tenere ancora la professione legata a sistemi “generalisti”, oltre che ad essere “indecorosa e lesiva della dignità” segnerà di fatto una regressione della nostra sfera di esercizio.
Le nuove generazioni professionali stanno chiedendo a gran voce di essere protagoniste del loro futuro, il tentativo di soffocare la critica dietro sistemi “anacronistici” del dissenso è umiliante oltre che ingiusto.
Ritengo che all’interno della professione vi siano le potenzialità per superare l’attuale sistema, e non ascoltare quelle voci (che utilizzano ormai tutti i canali comunicativi compresi i social) e tentare di reprimerle è il vero “atto osceno”.
Francesco Paolucci, Ufficio Stampa APSILEF.
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Io speriamo che me la cavo 

Come non ricordare il film “Io speriamo che me la cavo” , di Lina Wertmüller del 1992 con Paolo Villaggio nel ruolo di Marco Tullio Sperelli.

La frase emblematica racchiude tutta la perplessità del professionista infermiere specialista che si vede (come nel film) frutto di un equivoco (o almeno lo spera).

L’infermiere specialista, che si ritiene approdato a (“Corsano”….luogo in cui tute le competenze acquisite vengono riconosciute e valorizzate), si trova improvvisamente  confinato a (“Corzano”…..luogo in cui le competenze sono “fantomatiche” e non danno luogo a nessuna “idoneità”).

Ora il pensare che l’impianto della formazione post-base (composto principalmente dai master) non sia vincolante per l’acquisizione di competenze specialistiche oltre che essere una aberrazione si configura come un clamoroso ed inspiegabile passo in dietro dell’intera professione. Non dimentichiamo che i master ed i corsi di perfezionamento (che molti oggi criticano e denigrano) sono stati il vero motore propulsore dell’accrescimento professionale (e di certo non gratuito), sui quali vi erano riposte le ambizioni di migliaia di colleghi.

Ambizioni, voglia di riscatto ed accrescimento culturale che unito all’impulso evolutivo normativo della professione ha reso possibile affermare quello che siamo oggi, ossia  “una professione intellettuale autonoma”  .

Il pensare di tornare sui propri passi negando tutto, oltre che ad essere anacronistico,  non riconosce giustizia a coloro che quel passo (fortemente indicato e reclamato) l’hanno fatto a proprie spese.

Con dispiacere mi vedo a riconoscere che il vero nemico della professione siamo noi stessi, sacrifichiamo tutto per la mera volontà di riscatto alla quale stiamo dando a mio avviso risposte errate. 

Da qui la frase imperante….”io speriamo che me la cavo”….come un moderno Marco Tullio Sperelli che saluta i suoi ragazzi (le sue competenze) credendo di poter ancora prendere quel treno per Corsano.

Francesco Paolucci, Ufficio Stampa APSILEF.

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L’INFERMIERE SPECIALISTA Come sentirsi……Uno, nessuno e centomila

“Uno, nessuno e centomila” fu l’ultimo romanzo, edito nel 1925, di Luigi Pirandello e per questo rappresenta anche l’immagine di sé che egli volle lasciar ai posteri.
In tal senso, che immagine vorremmo lasciare alle nuove generazioni professionali (ai nostri futuri colleghi) dell’infermiere specialistica.
Potremmo dire che in questa ignara figura ci sono UNA, NESSUNA e CENTOMILA cose da scoprire in base al punto di vista con cui la si guarda:
• Una perché il concetto di fondo, intorno al quale bisogna ben ancorarsi, è la NON frammentazione della professione al suo interno;
• Nessuna, a sentire la recente presa di posizione della FNOPI, poiché lo “specialista” può essere discriminato (per non dire declassato) arbitrariamente dall’oggi al domani;
• Centomila, come le sfumature e i percorsi che la professione apre così come esplicitato nelle sue norme fondanti.
Il porsi domande sulla “figura dell’infermiere specialista” si presenta come una ghiotta occasione per scavare nell’animo della professione, spesso grottesco e paradossale.
L’augurio è che come in un moderno “Vitangelo Moscarda, Gengé per gli amici” (protagonista del romanzo); “l’infermiere specialista” (professionista dall’esistenza ordinaria, senza pensieri angoscianti), rimanga turbato da un “banalissimo accordo” (FNOPI-CNF-CSM) tanto da decide di cambiare radicalmente il suo stile professionale con l’intento di capire chi sia veramente e attraverso questa introspezione trovare la chiave per capire la sua “legittimazione”.
Francesco Paolucci, Ufficio Stampa APSILEF

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Gli specialisti legali e forensi in sanità: ruolo e funzioni

Le premesse ci sono tutte; i protagonisti sono ormai pronti; gli amanti dei momenti di condivisione hanno già fatto le valigie. Finalmente il secondo congresso APSILEF (Associazione Professioni Sanitarie Italiane Legali Forensi) sta per aprire i battenti in una colorata ed accogliente Bologna. 

Il prossimo 19 e 20 ottobre i massimi rappresentanti delle “questioni legali-forensi” si ritroveranno ad argomentare su tematiche sempre attuali e meritevoli di attenzione continua. 

Le aspettative sono altissime; gli obiettivi ambiziosi! A tal proposito il comitato scientifico unitamente alla segreteria organizzativa hanno davvero alzato l’asticella. 

I relatori invitati arricchiranno le tavole rotonde con contenuti scientifici contestualizzati nella realtà odierna che, almeno per la componente infermieristica, fatica a riconoscere il consulente legale-forense come una risorsa ed una ricchezza da affiancare al Medico Legale in ausilio al Giudice. 

Dopo i saluti di rito a cura dei Presidenti degli ordini FNOPO, TSRM-PSTRP e ROI, a far gli onori di casa, come al solito, ci penserà la Presidente stacanovista Mara Pavan la quale esporrà i principi generali della 2 giorni bolognese. 

Subito protagonista sarà il Dottor Federico Gelli, il quale svelerà aspetti ancora nuovi ed inesplorati riguardo la legge 24/2017, che porta anche il suo nome. 

Durante la mattinata del 19 ottobre molti argomenti “scottanti” verranno affrontati: 

  • Consegne infermieristiche; 
  • Mediaconciliazione; 
  • Sportello legale-forense; 
  • GDPR; 
  • Consenso informato. 

Alla ripresa dei lavori, dopo la pausa pranzo, verranno riportate alcune esperienze internazionali alternate con la libera professione, sottolineando sempre aspetti non solamente clinici. 

Altro ospite d’eccezione sarà il Dottor Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE (Gruppo Italiano Medicina Basata sulle Evidenze), il quale presenterà dati importanti per la sanità di oggi e di domani. 

La giornata si concluderà con utili spunti riguardanti le competenze giuridiche: 

  • del Tecnico Sanitario di Radiologia Medica; 
  • del Fisioterapista e Osteopata; 
  • del Tecnico Sanitario di Laboratorio Biomedico sulla scena del crimine; 
  • dell’infermiere legale-forense come supervisore nella gestione della documentazione sanitaria. 

Saranno infine riportati i dati relativi un’indagine statistica sul mobbing, presentata un anno fa in occasione del primo congresso apsilef. 

La seconda giornata si aprirà con il Senatore della XVII Legislatura, Annalisa Silvestro, la quale svelerà le evoluzioni normative e le competenze degli infermieri in ambito giuridico. 

La sessione seguente vedrà protagonista il ruolo e le funzioni dei consulenti e periti del giudice, mentre l’ultima tavola rotonda si trasformerà in un’aula di tribunale, anzi in una arena all’interno della quale periti e consulenti simuleranno alcune dinamiche processuali. 

La conclusione dell’evento sarà affidata alla mozione conclusiva, timbro e certificazione di un’associazione che vuole fare la differenza con la conoscenza e la cultura “Legale-Forense”. 

A presto.

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