Categoria: corsi/congressi

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Consenso Informato: pillola di corso ECM

Il secondo congresso Apsilef ha affrontato varie tematiche, tutte di notevole importanza per le professioni sanitarie. Una di queste riguarda il Consenso Informato, ambito aggiornato recentemente con la Legge 219/2017.

Il consulente Legale Apsilef dott. Fabio Prudenzano, con il suo intervento ha chiarito molti dubbi e approfondito molti concetti legati a tale argomento.

Forniamo di seguito alcuni di questi concetti che saranno parte integrante del prossimo corso FAD Apsilef.

Obiettivi formativi

Il Corso si prefigge di perseguire i seguenti obiettivi formativi:

1) approfondimenti sull’origine del cd. “consenso informato”;

2) approfondimenti dei casi giudiziari connessi al “consenso informato”;

3) evoluzione del “consenso informato” e Legge 219/2017;

4) approfondimenti sugli attuali dispositivi normativi e connessi orientamenti giurisprudenziali;

5) approfondimenti sulle norme che regolano l’esercizio del consenso informato, le sue forme, le modalità di acquisizione nei vari contesti ed i casi obbligatori espressamente previsti dalla legge;

6) approfondimenti utili sulle norme che regolano l’esercizio del consenso informato in caso di minori e incapaci;

7) considerazione su modelli operativi condivisibili tra tutte le professioni sanitarie.

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CORNUTO E MAZZIATO

La definizione letteraria di CORNUTO E MAZZIATO è il significato che si usa 

per dire “OLTRE AL DANNO LA BEFFA” OPPURE “DI MALE IN PEGGIO” e via dicendo…è un incremento negativo di una azione negativa che avviene ad una persona

E’ inverosimile che l’infermiere (che quotidianamente è accanto al paziente e non dietro una scrivania) debba sentirsi anche denigrato.

La dignità professionale è lesa tutte le volte in cui non vi sono le garanzie per poter erogate le prestazioni infermieristiche con i giusti tempi, nelle modalità corrette e per un congruo numero di pazienti.

Deficienti saranno coloro che sono chiamati a garantire in tutte le sedi le condizioni affinché avvenga tutto ciò.

Troppo facile scaricare le colpe sulla “base”.

L’erudito direbbe “le persone si giudicano dai fatti non dalle parole”,  ed i fatti che vedo non mi convincono affatto.

Rimanere ancorati a retaggi del passato pensando che richiamare la “vicinanza al paziente” passi attraverso il riappropriarsi delle attività di base è concettualmente (a mio avviso) scorretto, oltre da collocare fuori della sfera del diritto (quindi illegale).

Chi avvalora tale tesi non può essere sostenuto in questo folle gesto (sia che esso sia un semplice infermiere che un fellow universitario di fama internazionale).

Come abbiamo costatato il “turpiloquio” non sempre è alimentato da “deficienti” sui social ma possono trovare i natali anche nelle migliori menti del panorama professionale.

Quello che preme dire è che la professione mai come in questo momento è viva e cerca risposte, di certo bisogna essere attenti a non confondere le acque al nostro interno.

Francesco Paolucci, Ufficio Stampa APSILEF

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Congresso specialisti legali e forensi in sanità

Bologna, 19-20 ottobre 2018 – l secondo congresso Apsilef (Associazione Professioni Sanitarie Italiane Legali e Forensi) che si è tenuto a Bologna dal 19 al 20 ottobre scorsi ha rappresentato un variegato universo legale-forense; numerose le relazioni, tenute da docenti di spessore, autorità giudiziarie e noti giuristi italiani, riuniti in una due giorni per affrontare aspetti trasversali alle professioni sanitarie.

APSILEF, il II° Congresso specialisti legali e forensi in sanità

L’obiettivo del congresso Apsilef “Gli specialisti legali e forensi in sanità: ruolo e funzioni” era chiaro: far diventare Apsilef (Associazione Professioni Sanitarie Italiane Legali Forensi) un riferimento nazionale per tutte le professioni sanitarie legali-forensi che si sono affacciate a tali aspetti in questi ultimi anni.

A far gli onori di casa ci ha pensato la presidente Mara Pavan, la quale ha presentato le varie autorità presenti alla kermesse.

A fare le veci della neonata Federazione TSRM-PSTRP, ci ha pensato Antonio Di Lascio, in rappresentanza del Presidente e Comitato Centrale, il quale ha ripercorso la cronologia che ha portato alla nascita del cosiddetto maxiordine, che ha visto gli assistenti sanitari ed altre 17 professioni sanitarie confluire nel grande e multidisciplinare ordine delle professioni tecniche (operazione che concede pari dignità di fronte all’obbligatorietà di conformarsi in ordine professionale).

La presidente APSILEF Mara Pavan ha ripercorso le fasi topiche che hanno permesso all’associazione di avere un ruolo centrale in seno al gruppo di lavoro multidisciplinare che ha portato le sopra menzionate Federazioni a concepire l’accordo con il Csm; ha inoltre espresso rammarico nei confronti di Fnopi che, invece, ha preferito concretizzare il protocollo d’intesa in maniera “solitaria”.

Le norme di attuazione dei codici di rito non prevedono indicazione di titoli di studio, ma esperienza e competenza nella disciplina di riferimento.

Unanime risulta il convincimento riguardo il fatto che i professionisti sanitari che si accingono a realizzare perizie devono avere conoscenze giuridiche, che allo stato attuale il percorso di laurea magistrale non fornisce, per cui l’unica strada percorribile è rappresentata dai master di settore.

Antonella Peluso, vicepresidente PSAF (Professionisti Sanitari Assicurativi e Forensi), ha presentato la componente infermieristica dell’associazione che rappresenta.

A concludere i lavori della prima sessione ci ha pensato Pietro GiurdanellaPresidente Opi Bologna, padrone di casa, il quale ha ringraziato Apsilef per avere scelto Bologna, patria delle competenze avanzate e specialistiche.

Area forense, esperienze e buone pratiche

La seconda sessione, moderata da Giordano Ettore – membro del Consiglio Direttivo Apsilef e Coordinatore Comitato Scientifico – e da Maria Lucia Rita Di Grigoli – coordinatrice Apsilef Regione Sicilia – ha affrontato aspetti clinici e gestionali inerenti le attività assistenziali.

Consegne infermieristiche

Violeta Urukalo (infermiera legale-forense, membro Comitato Scientifico Apsilef), ha presentato i metodi e gli strumenti di stesura delle consegne infermieristiche così da fornire un contributo strutturato al personale sanitario nell’operatività quotidiana e nella scelta dello strumento più idoneo per il proprio ambito assistenziale.

L’obiettivo dei metodi supportati dalle evidenze scientifiche è quello di garantire la sicurezza del paziente e la continuità delle cure attraverso un’adeguata presa in carico dell’utente intesa come il trasferimento delle responsabilità e delle informazioni, utilizzando i metodi di comunicazione efficaci così da individuare i problemi necessitanti di un approfondimento per una successiva risoluzione.

Mediaconciliazione

Rossella Buda, infermiera esperta in Mediaconciliazione, ha riportato la sua esperienza formativa e di lavoro, concludendo il suo intervento con un augurio: “nelle aziende si dovrebbe cominciare ad usare la mediaconciliazione con la speranza che tale percorso formativo si riverberi nel quotidiano, favorendo un aiuto ulteriore per gli utenti e per gli esercenti una professione sanitaria.

Sportello infermiere legale e forense, nuovo GDPR e consenso informato

Fabrizio Nigito (membro del Consiglio Direttivo e Coordinatore Comitato Formazione) ha ribadito l’importanza dell’infermiere legale-forense, figura esperta, non consulente, chiamata in causa dai vari ordini delle professioni infermieristiche provinciali. Al riguardo Apsilef formazione ha creato una procedura (consultabile online) per l’attivazione di nuovi sportelli legali-forensi.

Muzio Stornelli ha ripercorso i punti salienti del nuovo GDPR, concentrando la sua attenzione su aspetti esclusivamente sanitari, mentre Fabio Prudenzanoha ribadito l’importanza del consenso informato e maggiormente dell’informativa che lo precede.

Realtà internazionali e libera professione

La terza sessione – “Confronto realtà internazionali e libera professione: ruolo e funzioni degli specialisti delle professioni sanitarie” – moderata da Marco Castioni (membro del Consiglio Direttivo Apsilef) ha offerto una fotografia di varie esperienze internazionali.

Miriam Cislaghi, TSRM forense in Svizzera, Piera Cacchioni, infermiera legale forense in Irlanda del Nord; Giacomo Di Federico, Professore Associato di Diritto dell’Unione Europea Università di Bologna, il quale ha consigliato di coordinare i percorsi formativi all’interno della Comunità Europea, così da permettere a tutti i professionisti di lavorare in modo standardizzato.

Ha suggerito inoltre di fare ricerca, in modo da trovare momenti di unione a livello sovranazionale al fine di tracciare linee guida comuni utilizzabili e spendibili in tutta Europa. In seguito, ha presentato alcuni dati riguardanti la mobilità degli infermieri in Europa, confermando la “fiducia” verso i professionisti sanitari italiani.

Gianmaria Fanchin gruppo Apsilef Veneto, in servizio presso la medicina legale. Si occupa della raccolta dati, analisi delle cartelle e non conformità, utili per migliorare la qualità del lavoro. A seguito di una delibera regionale, tutti i sinistri sotto i 500.000 euro hanno avuto una gestione diretta a cura dell’azienda sanitaria (in particolar modo a cura del servizio di medicina legale).

Mariangela Castagnoli, libero professionista, membro Apsilef Toscana, ha parlato di nuove opportunità per il libero professionista. Non solo, però. Anche di vincoli e rischi: sulla libera professione ci deve essere una preparazione ed una consapevolezza tali da permettere di lavorare con autonomia e sicurezza per gli operatori e i pazienti.

Giordano Ettore ha poi esposto un confronto, frutto della sua esperienza di benchmarking, in alcune sale autoptiche europee.

La quarta sessione, moderata dalla Presidente Mara Pavan, testimonia, attraverso gli interventi di Mario Tavani (Ordinario in quiescenza di Medicina Legale e delle Assicurazioni), Enrico Al Mureden (Professore ordinario di Diritto privato presso l’Università di Bologna), Daniela Berettoni (responsabile apsilef Umbria), l’importanza delle evidenze scientifiche nella responsabilità professionale.

La sessione ”Tesi master professioni sanitarie legali e forensi ha permesso a Marco CastioniFrancesca FerriseLuciana Pepe e Caterina Bisan di esporre, in maniera sintetica i risultati delle proprie tesi di master.

Tra i protagonisti della seconda giornata Annalisa Silvestro, sul tema dell’evoluzione del concetto di responsabilità. L’ex senatrice ha parlato di prima e seconda stagione della responsabilità. Ha concluso il suo intervento con un augurio: “Le sfide sono tante, auguri a voi che dovete, con competenza, caparbia e dedizione affrontare questi percorsi, questa fase”.

Le ultime due tavole rotonde “Ruolo e funzioni dei consulenti e periti del giudice”, L’aula di un tribunale: arena per periti e consulenti” (Raffaele Bianchetti, Giorgio Bolino, Fabio Prudenzano, Antonello Gustapane, Paco D’Onofrio, Diana Argenio Huppertz, Carlo Bottari), confermano il possedimento di competenze specialistiche per affrontare tali percorsi, visto che “quando un professionista vuole buttarsi in questo mondo assume diritti, doveri e responsabilità civili e penali” (Bianchetti Raffaele – Giurista, Università degli Studi di Milano).

È quindi necessario:

  • Irrobustire gli albi allargando l’obbligatorietà ad altre figure professionali dell’ambito sanitario;
  • Laddove dovesse essere necessario l’accertamento tecnico preventivo, gli specialisti che acquisiranno l’incarico dovranno avere formazione specifica e certificata.

Una provocazione finale, a cura della presidente Pavan, conclude i lavori: Se la federazione riteneva che i percorsi di master fossero “selvaggi”, allora doveva rivederli subito, piuttosto che derubricarli a mera formazione.

di Muzio Stornelli 

https://www.nurse24.it/specializzazioni/management-universita-area-forense/apsilef-congresso-specialisti-legali-forensi-sanita.html

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Io speriamo che me la cavo 

Come non ricordare il film “Io speriamo che me la cavo” , di Lina Wertmüller del 1992 con Paolo Villaggio nel ruolo di Marco Tullio Sperelli.

La frase emblematica racchiude tutta la perplessità del professionista infermiere specialista che si vede (come nel film) frutto di un equivoco (o almeno lo spera).

L’infermiere specialista, che si ritiene approdato a (“Corsano”….luogo in cui tute le competenze acquisite vengono riconosciute e valorizzate), si trova improvvisamente  confinato a (“Corzano”…..luogo in cui le competenze sono “fantomatiche” e non danno luogo a nessuna “idoneità”).

Ora il pensare che l’impianto della formazione post-base (composto principalmente dai master) non sia vincolante per l’acquisizione di competenze specialistiche oltre che essere una aberrazione si configura come un clamoroso ed inspiegabile passo in dietro dell’intera professione. Non dimentichiamo che i master ed i corsi di perfezionamento (che molti oggi criticano e denigrano) sono stati il vero motore propulsore dell’accrescimento professionale (e di certo non gratuito), sui quali vi erano riposte le ambizioni di migliaia di colleghi.

Ambizioni, voglia di riscatto ed accrescimento culturale che unito all’impulso evolutivo normativo della professione ha reso possibile affermare quello che siamo oggi, ossia  “una professione intellettuale autonoma”  .

Il pensare di tornare sui propri passi negando tutto, oltre che ad essere anacronistico,  non riconosce giustizia a coloro che quel passo (fortemente indicato e reclamato) l’hanno fatto a proprie spese.

Con dispiacere mi vedo a riconoscere che il vero nemico della professione siamo noi stessi, sacrifichiamo tutto per la mera volontà di riscatto alla quale stiamo dando a mio avviso risposte errate. 

Da qui la frase imperante….”io speriamo che me la cavo”….come un moderno Marco Tullio Sperelli che saluta i suoi ragazzi (le sue competenze) credendo di poter ancora prendere quel treno per Corsano.

Francesco Paolucci, Ufficio Stampa APSILEF.

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L’INFERMIERE SPECIALISTA Come sentirsi……Uno, nessuno e centomila

“Uno, nessuno e centomila” fu l’ultimo romanzo, edito nel 1925, di Luigi Pirandello e per questo rappresenta anche l’immagine di sé che egli volle lasciar ai posteri.
In tal senso, che immagine vorremmo lasciare alle nuove generazioni professionali (ai nostri futuri colleghi) dell’infermiere specialistica.
Potremmo dire che in questa ignara figura ci sono UNA, NESSUNA e CENTOMILA cose da scoprire in base al punto di vista con cui la si guarda:
• Una perché il concetto di fondo, intorno al quale bisogna ben ancorarsi, è la NON frammentazione della professione al suo interno;
• Nessuna, a sentire la recente presa di posizione della FNOPI, poiché lo “specialista” può essere discriminato (per non dire declassato) arbitrariamente dall’oggi al domani;
• Centomila, come le sfumature e i percorsi che la professione apre così come esplicitato nelle sue norme fondanti.
Il porsi domande sulla “figura dell’infermiere specialista” si presenta come una ghiotta occasione per scavare nell’animo della professione, spesso grottesco e paradossale.
L’augurio è che come in un moderno “Vitangelo Moscarda, Gengé per gli amici” (protagonista del romanzo); “l’infermiere specialista” (professionista dall’esistenza ordinaria, senza pensieri angoscianti), rimanga turbato da un “banalissimo accordo” (FNOPI-CNF-CSM) tanto da decide di cambiare radicalmente il suo stile professionale con l’intento di capire chi sia veramente e attraverso questa introspezione trovare la chiave per capire la sua “legittimazione”.
Francesco Paolucci, Ufficio Stampa APSILEF

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L’oblìo delle competenze specialistiche. La solitudine dei numeri mille.

Molti colleghi mi chiedono chiarimenti. Numerosi mi scrivono o telepaticamente mi coinvolgono

con il loro flusso negativo che li pervade da giorni.

Avverto quasi una cefalea particolare, speciale e mai quanto in questo periodo, direi specialistica!

Mi chiedo ancora, cosa voglia dire “collega”. Me lo ripeto tra me e me, quasi solo col labiale (guardandomi intorno per paura di sguardi indiscreti); penso a cercare significati eruditi e la mente non smette mai di spaziare, ma ritorna indietro carica di sentimento.

Mi sovvengono significati come: “unione”, “unità”, “collegamento”, “condivisione”, “partecipazione”…………

Non tutto però, si può esprimere a parole: un sentimento, spesso rimane chiuso e pulsante in noi stessi, fino al momento in cui lo metti in pratica. Fino a quando non ti adoperi, ed esprimi giornalmente a gesti tutto ciò per cui hai studiato e hai sacrificato vita e famiglia.

Quale repressione più grande, di una passione non manifestata? Un senso di disgregamento sale dal suolo e ci avvolge come nebbia, dal terreno già seminato in anni e anni di duri sacrifici e lotte intestine, di cambiamenti, di innovazioni e riconoscimenti professionali.

Migliaia di pensieri, quasi avverto, qual è il numero degli infermieri che hanno negli ultimi anni sognato, sperato, sacrificato, pagato, ed infine “obliàto” un Master specialistico di I Livello, con l’intento, come indicato dall’ordinamento didattico dell’Ateneo, di “spendere” in ambito giuridico la conoscenza acquisita.

Mi chiedono:”La pergamena sarà solo un pezzo di carta senza valore?”.

“Saremo scavalcati da chi ha la Laurea Magistrale che non prevede nessuna preparazione specialistica in queste materie?”.

“Un vero sconforto dopo la notizia dell’accordo!”.

C’è anche la voce di chi è in “corsa” per ragiungere la mèta agognata. Manca poco all’esame finale, ma lo scoramento è troppo grande, tanto da essere tentato di abbandonare.

Chi addirittura mi dice che, in base ai propri impegni e per cause personali, sta prolungando “fuori corso” il raggiungimento dell’obiettivo.

Ciò che unisce un gran numero di infermieri và al di là di una parola, la ricerca comune di un benessere interno, innanzitutto ci deve guidare. La trasparenza dei nostri pensieri deve rifulgere dallo specchio dove “unione”, “unità”, “collegamento”, “condivisione”, “partecipazione”…………

si mostra in tutto il loro splendore.

Al fine, andiamo avanti, noi migliaia. Nella nostra solitudine del sapere, qualcuno ci coglierà, qualcosa cambierà e non ci sentiremo più soli col proprio bagaglio tanto prezioso quanto inutilmente appesantito dal cruccio di qualche ex-“collega”.

Non demordiamo, ma uniamoci adesso, prima che sia troppo tardi.

Andiamo avanti nei nostri progetti. Continuiamo a conoscere, a indagare il sapere per adoperarci nel nostro nobile lavoro.

Siamo innanzitutto, e non facciamo gli Infermieri.

Di questi tempi è essenziale essere e non fare, per niente far finta di fare, necessariamente non fingere.

Assolutamente vietato “oblìare” in noi stessi.

Giovanni Trianni Ufficio Stampa Apsilef

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Gli specialisti legali e forensi in sanità: ruolo e funzioni

Le premesse ci sono tutte; i protagonisti sono ormai pronti; gli amanti dei momenti di condivisione hanno già fatto le valigie. Finalmente il secondo congresso APSILEF (Associazione Professioni Sanitarie Italiane Legali Forensi) sta per aprire i battenti in una colorata ed accogliente Bologna. 

Il prossimo 19 e 20 ottobre i massimi rappresentanti delle “questioni legali-forensi” si ritroveranno ad argomentare su tematiche sempre attuali e meritevoli di attenzione continua. 

Le aspettative sono altissime; gli obiettivi ambiziosi! A tal proposito il comitato scientifico unitamente alla segreteria organizzativa hanno davvero alzato l’asticella. 

I relatori invitati arricchiranno le tavole rotonde con contenuti scientifici contestualizzati nella realtà odierna che, almeno per la componente infermieristica, fatica a riconoscere il consulente legale-forense come una risorsa ed una ricchezza da affiancare al Medico Legale in ausilio al Giudice. 

Dopo i saluti di rito a cura dei Presidenti degli ordini FNOPO, TSRM-PSTRP e ROI, a far gli onori di casa, come al solito, ci penserà la Presidente stacanovista Mara Pavan la quale esporrà i principi generali della 2 giorni bolognese. 

Subito protagonista sarà il Dottor Federico Gelli, il quale svelerà aspetti ancora nuovi ed inesplorati riguardo la legge 24/2017, che porta anche il suo nome. 

Durante la mattinata del 19 ottobre molti argomenti “scottanti” verranno affrontati: 

  • Consegne infermieristiche; 
  • Mediaconciliazione; 
  • Sportello legale-forense; 
  • GDPR; 
  • Consenso informato. 

Alla ripresa dei lavori, dopo la pausa pranzo, verranno riportate alcune esperienze internazionali alternate con la libera professione, sottolineando sempre aspetti non solamente clinici. 

Altro ospite d’eccezione sarà il Dottor Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE (Gruppo Italiano Medicina Basata sulle Evidenze), il quale presenterà dati importanti per la sanità di oggi e di domani. 

La giornata si concluderà con utili spunti riguardanti le competenze giuridiche: 

  • del Tecnico Sanitario di Radiologia Medica; 
  • del Fisioterapista e Osteopata; 
  • del Tecnico Sanitario di Laboratorio Biomedico sulla scena del crimine; 
  • dell’infermiere legale-forense come supervisore nella gestione della documentazione sanitaria. 

Saranno infine riportati i dati relativi un’indagine statistica sul mobbing, presentata un anno fa in occasione del primo congresso apsilef. 

La seconda giornata si aprirà con il Senatore della XVII Legislatura, Annalisa Silvestro, la quale svelerà le evoluzioni normative e le competenze degli infermieri in ambito giuridico. 

La sessione seguente vedrà protagonista il ruolo e le funzioni dei consulenti e periti del giudice, mentre l’ultima tavola rotonda si trasformerà in un’aula di tribunale, anzi in una arena all’interno della quale periti e consulenti simuleranno alcune dinamiche processuali. 

La conclusione dell’evento sarà affidata alla mozione conclusiva, timbro e certificazione di un’associazione che vuole fare la differenza con la conoscenza e la cultura “Legale-Forense”. 

A presto.

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