Autore: apsilef

Announcement: 3 CONGRESSO NAZIONALE APSILEF. Milano 22-23 novembre 2019

La cultura Sanitaria Legale-Forense oltre i confini assistenziali

 

brochure-MI-APSILEF

 

 

PROGRAMMA

22/11/2019

8.30/9.00 – Registrazione dei partecipanti
9.00/ 9.30 – Apertura Congresso e Saluto autorità

9.30/10.50ACCORDO CSM – ORDINI PROFESSIONI SANITARIE – Modera: Muzio Stornelli

Tiziana Rossetto, Alessia Cabrini, Antonio Di Lascio, OPI Milano, ROI, AIFI,  OPO  Milano

10.50/11.10 –  Coffee break
11.10/12.30 – La trasversalità delle competenze in ambito peritale alla luce del nuovo quadro normativo – Modera: Marco Castioni

Raffaele Bianchetti, Paola Canziani, Del Piero Ornella, Bomben Lucio

12.30/13.00 – La documentazione sanitaria e consegne tra Professionisti – Violeta Urukalo

13.00/14.00 Pausa pranzo

14.00/15.30 – LA GESTIONE DELLA VIOLENZA DI GENERE DA PARTE DEI PROFESSIONISTI SANITARI  – Modera: Urukalo Violeta

Ferrise Francesca, Zucchelli Miranda, Pavan Mara, Castagnotto Paola

15.30/16.15 – RISCHIO CLINICO – ASSICURAZIONI SANITARIE E LEGGE 24/2017 – Modera: Pavan Mara

Francesco Venneri, Cristiano Pelati

16.15/16.30 Coffee break
16.30 18.00 – L’AMBITO LEGALE DELLE PROFESSIONI SANITARIE: SALA AUTOPTICA – Modera:  Mauro Guerrini, Mara Pavan

Guido Viel, Nicolò Scordato, Franco Novielli, Pozzi Grazia, Elena Benini, Cislaghi Myriam

18.00 18.30 Riunione annuale dei soci

23/11/2019

8.30/10.00 – LA CONTENZIONE: indicazioni e responsabilità – Modera: Muzio Stornelli, Nigito Fabrizio

Buda Rossella, Cacchioni Piera, Pavan Mara, Dodaro Giandomenico, Castioni Marco

10.00/11.00 – AMBITI OPERATIVI DEL SANITARIO NELLA SCENA DEL CRIMINE – Modera: Loreti Romina

Mancuso Francesco, Galli Tognotta Chiara

11.00/11.20 Coffee break
11.20/12.45 – STRUMENTI A TUTELA DEL PROFESSIONISTA SANITARIO – Pavan Mara,  Muzio Stornelli

12.45/13.10 –  Mozione conclusiva APSILEF
13.00/13.30 – Test di apprendimento per ecm

RELATORI

Bianchetti Raffaele – Giurista, Specialista in Criminologia clinica. Direttore della Rivista scientifica Diritto Penale e Uomo (DPU)
Bomben Lucio – Medico Legale, direttore Dipartimento Prevenzione di Prevenzione AAS n. 5 Friuli Occidentale, docente, collaboratore con il Tribunale di Pordenone in ambito civile e penale
Benini Elena – TSLB, Tecnico di sala settoria
Cabrini Alessia – Presidente ANTEL
Baglioni Daria – Operatrice Centro Donna Giustizia, esperta nella gestione delle case di fuga
Buda Rossella – Infermiera Legale Forense, Componente APSILEF Lombardia
Cacchioni Piera – Infermiera Legale Forense, Componente APSILEF in Irlanda del Nord
Canziani Paola Raffaella – Avvocato cassazionista, professore a.c. Bioetica scuola specializzazione ospedaliera UNIMI.
Castagnotto Paola – Presidente Centro Donna Giustizia
Castioni Marco – Fisioterapista e Osteopata Legale Forense, Consigliere APSILEF
Cislaghi Myriam – TSRM in Svizzera
Di Lascio Antonio – TSRM ASL Salerno, Collaboratore FNO TSRM PSTRP aspetti giuridici-medico legali
Del Piero Ornella – Medico Legale presso INAIL Pordenone, docente, CTU Tribunale Pordenone
Dodaro Giandomenico – Ricercatore di Diritto penale; Professore aggregato di Diritto penale minorile
Galli Tognotta Chiara – Infermiera Legale Forense, componente APSILEF Veneto
Guerrini Mauro – TSRM Legale Forense, componente Comitato Formazione APSILEF
Loreti Romina – Infermiere Legale Forense – Coordinatore APSILEF Lombardia
Mancuso Francesco – Infermiere Legale Forense componente APSILEF Piemonte
Nigito Fabrizio – Coordinatore Comitato Formazione APSILEF
Novielli Franco – Infermiere Legale Forense – Componente APSILEF Veneto
Pavan Mara – Infermiera Legale Forense – Presidente APSILEF
Pavani Elisabetta – Operatrice Centro Donna Giustizia, esperta di accoglienza
Pelati Cristiano – Dirigente Direzione Professioni Sanitarie Aulss5 Polesana
Pozzi Grazia – Medico chirurgo specialista Radiodiagnostica
Rossetto Tiziana – Presidente FLI
Scordato Nicolò – Infermiere Legale Forense – componente APSILEF Sicilia
Stornelli Muzio – Coordinatore Ufficio Stampa e comunicazioni APSILEF
Urukalo Violeta – Coordinatore Comitato Scientifico APSILEF
Venneri Francesco – Clinical Risk Manager Azienda Usl Toscana Centro
Viel Guido – Professore Associato di Medicina Legale Università degli Studi-Azienda Ospedaliera Padova, Istituto di Medicina Legale Università di Padova -Dipartimento Scienze Cardiologiche, Toraciche, Vascolari e di Sanità Pubblica
Zucchelli Miranda – Ostetrica Legale Forense – Componente Comitato Formazione APSILEF

Continue Reading

Announcement: Comunicato Stampa

L’APSILEF (Associazione Professioni Sanitarie Legali e Forensi) per voce della sua Presidente e di tutti i suoi Associati esprime vicinanza e sostegno all’assessore alla Sanità dell’Emilia Romagna Sergio Venturi, radiato dell’Omceo di Bologna.
Tale assurda decisione, di cui si denota una mera connotazione politica, viene motivata dal fatto che in qualità di medico abbia recato nocumento alla sua categoria nonché infranto norme del codice di deontologia medica solo perché fautore e convinto sostenitore di una delibera che “attribuisce prestazioni sanitarie ‘salva vita’ a laureati infermieri sulla base di protocolli concordati e specifica formazione”.
Ritenendo che tale decisione sia un grave episodio nonché pericoloso precedente teso alla deligittimazione in termini di autonomia e raggio d’azione delle professioni sanitarie, oltre che ad una evidente disattesa del dettame normativo di riferimento, inevitabile risulta da parte APSILEF una sua decisa condanna.
In tal senso saranno sostenute tutte le iniziative che verranno promosse in sostegno del Dott.Venturi a cui esprimiamo vicinanza umana e professionale.

Continue Reading
Continue Reading
Continue Reading

Announcement: COMUNICAZIONE

SI RENDE NOTO CHE APSILEF NON HA UFFICIALMENTE RILASCIATO NESSUNA INTERVISTA, INVIATO COMUNICAZIONI O SPEDITO INTERVENTI A NESSUN QUOTIDIANO / GIORNALE SANITARIO ON LINE O CARTA STAMPATA.

SOLO ARTICOLI PUBBLICATI DALL’UFFICIO STAMPA APSILEF.

Inoltre, non esistono fantomatiche “GUERRE” tra associazioni (almeno per quanto ci riguarda), ma solo opinioni diverse.

Continue Reading

Announcement: Nessuno mi può giudicare

……..Cosi cantava Caterina Caselli nel ’66……..

Ma da quegli anni sicuramente l’evoluzione della professione ha subito passi in avanti all’epoca nemmeno immaginabili.

Siamo sicuri che ancora oggi il detto vale ancora? Ho i miei dubbi; possiamo ancora pensare di esserne indenni e anteporre ad ogni valutazione/critica l’autoreferenzialità.

Ritengo che non vi sia cosa più difficile che giudicare l’operato altrui, ed in particolare se questo operato abbia recato nocumento ad altri.

La valutazione del personale in sanità ormai è diventato uno dei momenti fondamentali per decidere se un professionista della salute è idoneo o meno a ricoprire un ruolo o un incarico specifico; garantendo in questo modo all’utente la qualità delle cure da un lato e dall’altro permette alla struttura di modulare un indicatore di performance utile per concertare con il singolo professionista ambiti in cui è necessario un miglioramento.

Ritengo che per ambiti specifici della professione vi sia la necessità di creare percorsi formativi dedicati che siano veramente vincolanti alle finalità che si propongono. Questo permetterebbe di “formare” e non “improvvisare” professionisti che abbiano competenze specifiche nel percorso valutativo sia nell’ambito formativo, clinico assistenziale che in quello medico legale e forense.

La competenza e l’autorevolezza del valutatore rende il giudizio equo agli occhi di chi lo subisce”.

Quello che riscontro è che si tenda a creare percorsi vincolanti a finalità specifiche per poi retrocedere sotto la spinta di pressioni esterne…creando delle ambiguità e promiscuità paradossali. Se da una parte forte e la spinta alla “specializzazione” delle nuove generazioni professionali, è pur vero che non vi è un corrispettivo riconoscimento delle competenze che sono il valore aggiunto alla formazione di base e sulle quali bisogna insistere su un loro riconoscimento formale (culturale ed economico).

Il rimanere generalisti, o peggio “tuttologi” crea disillusioni; saper far tutto a volte corrisponde a non saper far nulla nello specifico.

Se trasliamo queste considerazioni nell’ambito legale e forense si evidenzia ancor di più l’indicazione irrinunciabile ad una formazione “specifica”, vincolante e oserei dire “garantita” di competenze certificate.

Se tale indicazione venisse disattesa in un sistema come il nostro scarsamente meritocratico rischiamo di fare l’ennesimo salto nel vuoto.

Dottor Paolucci Francesco Membro Ufficio Stampa APSILEF.

Continue Reading
Continue Reading
Continue Reading
Continue Reading

GLI ORDINI DELLE PROFESSIONI SANITARIE

Il tema della/e responsabilità ha da sempre affascinato i professionisti sanitari, a tal punto da incentivare il Governo a promulgare una legge che estendesse tale ambito anche in seno ai neonati Ordini delle professioni sanitarie.
Gli Ordini e le relative Federazioni nazionali sono enti pubblici non economici e agiscono quali organi sussidiari dello Stato al fine di tutelare gli interessi pubblici, garantiti dall’ordinamento, connessi all’esercizio professionale. Con il loro lavoro promuovono e assicurano l’indipendenza, l’autonomia e la responsabilità delle professioni e dell’esercizio professionale, la qualità tecnico professionale, la valorizzazione della funzione sociale della professione stessa, la salvaguardia dei diritti umani e dei principi etici dell’esercizio professionale indicati nei rispettivi codici deontologici, con il fine di garantire la tutela della salute individuale e collettiva. Sicuramente non svolgono attività di rappresentanza sindacale e a tal proposito si prende spunto per chiarire sin da ora una distinzione non sempre di immediata comprensione: quando si parla di procedimento disciplinare senza null’altro specificare bisogna porre un’attenzione in più e cercare di capire se si intenda il procedimento disciplinare posto in essere dall’azienda sanitaria, ovvero dal datore di lavoro, o il procedimento disciplinare di stampo deontologico posto in essere dall’ente pubblico “Ordine”. Nell’uno si risponde in qualità di dipendenti e poi professionisti, nell’altro in qualità di professionisti. Il dipendente sarà tenuto ad osservare il regolamento di disciplina approvato dalla struttura sanitaria per il quale è stato assunto, oltre al codice deontologico (non si smette di essere “professionisti”). Nell’eventualità l’azienda sanitaria sia pubblica risponderà anche dell’osservanza del Codice di comportamento dei dipendenti pubblici (art. 54 dlgs 165/2001, dpr 62/2013). In caso di mancato rispetto di tali normative il titolare del potere disciplinare sarà il datore di lavoro il quale potrà esercitare il suo potere negli ambiti e nei modi riconosciuti dalla normativa legislativa e contrattuale vigente. Se il comportamento oggetto del contendere violerà inoltre le norme deontologiche allora si potrà aprire anche il procedimento disciplinare deontologico a cura dell’Ordine di appartenenza.

Quindi gli Ordini delle professioni sanitarie tra le loro funzioni annoverano quella disciplinare, infatti il legislatore del 2018 specifica che vigilano sugli iscritti agli albi, in qualsiasi forma giuridica svolgano la loro attività professionale, compresa quella societaria, irrogando sanzioni disciplinari secondo una azione correlata alla volontarietà della condotta, alla gravità e alla reiterazione dell’illecito, – aggiungendo un passaggio importante – tenendo conto degli obblighi a carico degli iscritti, derivanti dalla normativa nazionale e regionale vigente e dalle disposizioni contenute nei contratti e nelle convenzioni nazionali di lavoro (art. 1, co. 3, lett. l). Quindi, se il datore di lavoro deve tener conto della normativa pocanzi citata e non occuparsi direttamente delle violazioni di tipo deontologico, l’Ordine terrà sempre lo sguardo anche sul rispetto, da parte del professionista, delle disposizioni contenute nei contratti e nelle convenzioni nazionali di lavoro nonché nella normativa nazionale e regionale vigente. Altresì, nell’esercizio della funzione disciplinare, gli Ordini, devono separare la funzione istruttoria da quella giudicante in virtù del più elevato principio del diritto di difesa, garantendo inoltre l’autonomia e la terzietà del giudizio disciplinare (art. 1, co. 3, lett i). Infatti, a tal fine, in ogni regione sono istituiti uffici istruttori di albo, composti da un numero compreso tra cinque e undici iscritti sorteggiati tra i componenti delle commissioni disciplinari di albo della corrispettiva professione (la commissione di albo ricordiamo essere uno degli organi dell’Ordine), garantendo la rappresentanza di tutti gli Ordini, e un rappresentante estraneo alla professione nominato dal Ministero della Salute. Sulla base di esposti o su richiesta del presidente della competente commissione disciplinare o d’ufficio, gli uffici istruttori compiono gli atti preordinati all’instaurazione del procedimento disciplinare, formulando il profilo di addebito – per i meno avvezzi alla materia, definendo cosa nello specifico viene contestato al professionista. Si sottolinea, inoltre, che i componenti degli uffici istruttori non possono partecipare ai procedimenti relativi agli iscritti al proprio albo di appartenenza. I provvedimenti assunti al termine del procedimento disciplinare (ricordiamo trattasi dell’esercizio di una attività di natura amministrativa che si sviluppa in varie fasi: iniziale, istruttoria, decisoria, integrativa d’efficacia) potranno essere impugnati dinanzi alla Commissione Centrale per gli Esercenti le Professioni Sanitarie (CCEPS) con un provvedimento di ordine giurisdizionale diretto ad esaminare la deliberazione finale adotta dall’Ordine.
Al potere disciplinare sono soggetti anche i professionisti dipendenti pubblici che con la loro condotta hanno inciso sull’etica, la dignità e il decoro della professione, oltre che rimanere sottoposti alla disciplina dell’ente pubblico dal quale dipendono per quanto riguarda l’esercizio dell’attività svolta in ossequio agli obblighi professionali correlati al rapporto di lavoro. Ricordiamo che la legge 43/2006 impone a tutti i professionisti l’obbligo di iscrizione all’albo specificando, infatti, anche per i pubblici dipendenti all’art. 2, co. 3. Non solo, gli iscritti all’albo sono sottoposti alla vigilanza dell’Ordine in qualsiasi forma giuridica svolgano la loro attività professionale ex art. 1, co. 3, lett. l, legge 3/2018.

Dott.ssa Daviana Binotti

Fonti.

  • Manuale Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie (albi, sanzioni, elezioni, impugnative) di Maria Teresa Camera, pp. 36-43.
  • Legge 3/2018.
  • 54 dlgs 165/2001 e dpr 62/2013.
Continue Reading