Infermieri e medici a scuola di autodifesa: arriva il corso C.A.R.E. per disinnescare la violenza…….
Indubbiamente il tema è attuale e pone tutti nella condizione di analizzare il fenomeno ed ipotizzare soluzioni (come è giusto che sia).
Altra cosa è dar libero sfogo a soluzioni fai da te, senza razionale e soprattutto frutto di una sua comprensione parziale.
Il fenomeno sicuramente è in crescita ed i casi arrivati alla ribalta mediatica sono solo la punta dell’iceberg…….vi è ancora tanto sommerso che con difficoltà cerca di emergere…..
L’errore che si commette è cercare di ridimensionarlo o addirittura giustificarlo ponendo come attenuante la circostanza, l’emotività o le condizioni cliniche.
Diamo al fenomeno il giusto nome….”Violenza” (sia essa verbale o fisica), affermando con forza che in ogni caso non ha giustificazioni.
Ben vengano iniziative che aiutino il professionista nella consapevolezza del fenomeno, ma sopratutto vengano forniti strumenti per arginare, disincentivare, reprimere e stroncare sul nascere il fenomeno.
In tal senso non credo che i corsi di autodifesa siano soluzioni percorribili, mentre ritengo utile un un’inasprimento delle pene per coloro che commettono tali azioni.
Il peggior nemico in questi casi è la certezza dell’impunità; situazione a cui ci siamo assuefatti in questi ultimi anni  e che alimenta di fatto emulatori e mitomani.
Francesco Paolucci,  Ufficio Stampa APSILEF

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